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“…se hace camino al andar, al andar se hace camino…”

Siamo cittadini, associazioni, singoli, spazi sociali del Municipio Roma XI e da anni siamo impegnati, ciascuno nella propria realtà e con le proprie modalità, nella produzione di nuovi percorsi culturali, sociali, educativi, nella costruzione di alternative basate sulla ricostruzione di un nuovo senso di comunità e di socialità, sul vivere pienamente la cittadinanza attiva e la partecipazione, cercando di spingere dal basso per creare una società più aperta, egualitaria, solidale ed inclusiva.

Di fronte al prevalere di logiche individualistiche finalizzate al profitto speculativo e all’arricchimento di pochi;

di fronte alla mercificazione del l’ambiente e dei beni comuni, alla svendita delle antiche conquiste sociali, alla frammentazione sociale e culturale imposta sui luoghi di lavoro, nelle scuole, nei quartieri;

di fronte all’affermazione di politiche securitarie che permettono il controllo e la persecuzione legalizzata nei confronti di chiunque e si accanisce contro i più deboli e ricattabili;

di fronte ad una diffusa e becera mentalità che trova il capro espiatorio ed il nemico in chi viene percepito come diverso, che sia esso migrante, rom, gay, senza fissa dimora o che sia nel suo modo di comportarsi o vestire;

di fronte a tutto questo non vogliamo più rimanere solo ancorati alle nostre singole realtà e abbiamo deciso di lavorare in rete, creando una consulta permanente territoriale che possa valorizzare il lavoro dei singoli e sappia potenziare la nostra capacità di tracciare nuovi percorsi di partecipazione.

Quello che vogliamo sperimentare è un percorso comune in cui sia proprio la collettività il centro del nostro ragionamento. Dove si riesca a trovare un minimo comun denominatore che sappia moltiplicare e non solo sommare le nostre esperienze, in modo da poter valorizzare ogni pezzo, ogni storia, ogni capacità e competenza. La progettazione e la costruzione di un bene comune fatto delle nostre intelligenze e delle nostre forze e in grado di costruire ragionamenti e materialità da poter condividere.

La progettazione partecipata per noi non è solo dichiarazione di intenti ma una pratica di gestione che permetta a realtà con background diversi e operanti nello stesso territorio di ritrovarsi in esperienze di impegno civile e collaborare ad iniziative sociali e culturali.

Scegliere inoltre di stare nella gestione delle risorse pubbliche significa voler indirizzare il bene comune verso i servizi e le opportunità, costruire posti di lavoro stabili, combattere la precarietà e rendere valevoli partecipati e gratuiti i servizi e le produzioni culturali. Non esiste proprietà privata in un servizio pubblico in quanto lo stesso non è di nessuno. Non è dell’Amministrazione Politica che solo per un mandato temporaneo è chiamata a finanziarlo, non di chi lo gestisce, non di chi lo progetta, se proprio c’è un proprietario è chi lo utilizza e con la sua partecipazione ne decide la validità.

Come Rete vogliamo allargare il dibattito a tutte le altre realtà territoriali, vogliamo porre la questione dei meccanismi di destinazione delle risorse pubbliche, recuperare l’idea di luogo pubblico come officina di produzione culturale aperta e accessibile a tutte e a tutti, vogliamo dialogare e collaborare con luoghi di reale valenza cittadina come Scuole ed Università.

Assieme vogliamo lanciare iniziative, costruire progetti e campagne, coinvolgere la cittadinanza sui temi e sui problemi di questo municipio, riempire le piazze per vivere pienamente il nostro essere comunità.

Assieme possiamo dare vita a nuovo pensiero, nuovi ambiziosi obiettivi, nuove pratiche affinchè si possano individuare concretamente i problemi e i nodi che impediscono di vivere una cittadinanza piena ed attiva e si giunga a proporre e diffondere un modello alternativo di società civile e solidale.

I cittadini, le associazioni e i movimenti

della Rete Sociale del municipio XI …

PROSSIME INIZIATIVE DELLA RETE

Sabato 30 Gennaio

presentazione della rete sociale Municipio XI dalle 18.30

cena a sostegno della ludoteca Ludomagicabù dalle 20.30

LOA Acrobax, via della vasca navale 6

Domenica 31 Gennaio

Laboratorio di maschere

Casetta rossa (via Magnaghi 14), dalle 10.00 alle 13.00

Casale de Merode (via Casale de Merode 8), dalle 15.00 alle 19.00

Domenica 07 Febbraio

Laboratorio di maschere

Casetta rossa (via Magnaghi 14), dalle 10.00 alle 13.00

Casale de Merode (via Casale de Merode 8), dalle 15.00 alle 19.00

Sabato 13 Febbraio

Carnevale antirazzista

Corteo in maschera e grande festa in Piazza Sauli

Doppia partenza: da La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F (San Paolo) e da Occupazione di Casale de Merode (Tormarancia) dalle 14.30 fino all’arrivo in Piazza Sauli (Garbatella).

Un’interessante riflessione dell’associazione culturale Controchiave che proponiamo volentieri.

Avere cura di un territorio.spazi

Lo ricordiamo… qualcuno un tempo  diceva: “ I care”.

Proposito nobile quello dell’aver cura, tanto nobile quanto dannoso quando si limita ad essere un autoreferenziale spot elettorale.  Per questo bisogna recuperarlo,  quell’intento. L’aver cura è una predisposizione fondamentale; Il risultato emotivo di una sinfonia, a prescindere dalla partitura, risente della capacità di ognuno di ascoltare l’altro, dell’aver cura dell’esecuzione dell’altro, del raccordarsi. Chi non è d’accordo nel dire che la Cosa Pubblica ha bisogno della stessa cura? Chi non è d’accordo nel dire che la Cosa Pubblica,  se vuole crescere in qualità, deve saper “curare” ogni forza che l’attraversa? La cura del territorio deve avere la caratteristica evolutiva della crescita, nella quale il mantenimento della memoria è componente essenziale della personalità. Non vogliamo che la Politica limiti il suo orizzonte alla gestione del quotidiano, e pretendiamo che il governo delle Istituzioni locali abbia la forza e la capacità di sperimentare nuovi percorsi e nuovi orizzonti per la vita collettiva. Questa è stata l’azione riconosciuta e condivisa sul territorio dell’undicesimo municipio, e questa la domanda specifica che richiede specifica risposta: Cosa ne è stato del progetto di amministrazione  partecipata? cosa non funziona  in quel progetto? quale confronto attivare? certo l’abbandono ed il silenzio non sembrano essere soluzioni progettuali. Ed ancora: quale percorso culturale si intende rafforzare o rinnovare o potenziare,?  cosa farne di tutte le attività svolte nel campo delle  politiche giovanili , dell’infanzia e dei servizi sociali  ?

In undicesima, gruppi ed associazioni sparpagliate sul territorio, insieme a molte altre realtà differentemente costituite, (vere e proprie officine delle idee) lavorano da tempo per tentare di mettersi in relazione, intrecciare le esperienze, sperimentare forme di reciproco ascolto ed aiuto. Aver cura significa ripartire da qui, è possibile? è possibile che le istituzioni locali si carichino dell’esperienze positive per progettare nuovi percorsi? e cosa veramente vuol dire caricarsi delle esperienze positive?

Per rilanciare sempre nuovi  tratti di strada in avanti si devono riconoscere i sentieri tracciati, senza cancellarne le tracce. Nelle opere anche le discordanze possono essere funzionali alla sinfonia, l’importante è non abbandonare mai l’idea che l’ha ispirata. Questo è allora il tempo giusto per arrivare ad un confronto tra istituzioni locali e realtà culturali e sociali di un territorio, confrontarsi sull’esigenza della politica e la potenzialità e professionalità degli operatori, operare perché si giunga ad affrontare insieme i problemi ed i nodi che impediscono non solo di risolvere ma proprio di pensare ad un modello in grado di migliorare il livello qualitativo della vita dei cittadini.

associazione culturale Controchiave

Roma 29 Ottobre 2009 letter

Cari Enti del Terzo Settore,
purtroppo ci risiamo. Un grande Ente sottrae la gestione di un Progetto consolidato, finanziato dalla L. 285/97, ad un piccolo Ente. Dov’è la notizia vi chiederete? Infatti qual è il problema?
La formula del Bando Pubblico adottata per l’assegnazione della gestione è un modello consolidato di partecipazione per chi ne ha i titoli e trasparenza nei risultati. Quindi?
Siamo di fronte al comprensibile malumore di un piccolo Ente che dopo sei anni di continuità nella gestione di un progetto, dalla nascita ad oggi, viene scavalcato in graduatoria?

Secondo noi c’è qualcosa di più e proviamo a spiegarlo.

C’è una Legge, la 285/97, che intende valorizzare le realtà dei territori per impostare servizi più vicini alle comunità locali. Ci sono condizioni dove questo è avvenuto. Parliamo del Municipio XI e precisamente del Centro per bambini e genitori, la Ludoteca Municipale LUDOMAGICABU’. C’è un Ufficio di Coordinamento 285 che ha visto realizzato nella pratica il sogno di un progetto innovativo; c’è una comunità di bambini e bambine cresciuto in questo servizio insieme ai genitori (e saranno loro a manifestare il loro punto di vista); c’è una rete territoriale sui servizi educativi strutturata e consolidata proprio intorno allo stimolo proveniente da questo progetto; c’è una rete di scuole che, insieme alla Ludomagicabù, svolgono attività continuativa per tutto l’anno scolastico e nel consolidato evento del Carnevale a Tormarancia; c’è l’arcipelago dell’Associazionismo locale entrato in contatto con il mondo dei servizi; c’è un vociare comune che ha sancito il progetto fiore all’occhiello del Municipio; ci sono circa dieci professionalità capaci di far conoscere la Ludomagicabù anche a livello nazionale, con il riconoscimento di una buona gestione operativa allo studio del Centro Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza.

Crediamo che con i 70.000,00 € annui per la gestione del progetto più di questo non si possa fare!

Eppure al Bando Pubblico si sono presentate in nove strutture. Come mai tanto accanimento nel mondo del Terzo Settore? Non siamo di fronte a un appalto milionario della sanità e neppure ad un Ente estraneo alle relazioni istituzionali. Inoltre negli stessi locali si svolge, in orario antimeridiano, anche un servizio per l’infanzia gestito dallo stesso Ente. Quale convivenza possibile con i futuri “sfrattatori”?

Ci sembra di respirare un’area malsana, nella quale con la mancanza dell’ossigeno economico, garantito dalla Giunta Comunale precedente per alcuni Enti, sono venute a mancare le basi rispettose della concorrenza. Quello che fino ad oggi aveva garantito la differenza tra gli appalti sanitari (sembra ricchi di mafie e di scandali) da quelli sociali non era solo l’aspetto economico. Infatti ciò che qualche tempo fa ha fatto gridare alla mafia di settore l’Assessora competente nel Municipio XI, in quanto un Ente si è rifiutato di fare quello che già veniva gestito da un altro Ente, non è solo virtuosismo etico ma capacità di saper separare le pressioni istituzionali dagli interessi degli Enti e soprattutto di non voler essere complici della logica al massacro competitivo.

Non siamo buoni ultimi a osservare tale deriva ed ovviamente non ce ne siamo accorti solo adesso, diciamo che lo vogliamo scrivere poiché questa notizia che abbiamo voluto condividere mette a rischio la nostra continuità operativa come Ente e dopo 12 anni non ci sembra poco.

Da questo vorremmo ripartire per generare un dibattito che sappia rimettere al primo posto la collaborazione, il rispetto dell’operato altrui, la trasparenza delle scelte, la separazione tra gli interessi degli Enti e quelli della Politica Istituzionale, la “mission” educativa e sociale.

In questo periodo a Roma è ripreso il dibattito sull’aggiornamento del Piano Regolatore Sociale. Nella prima esperienza eravamo stati tra i promotori del Coordinamento cittadino per il Piano Regolatore Sociale Partecipato; ora le cose sono cambiate e quella proposta seppur attuale non troverà forse promotori.

Ogni Ente nelle sue rappresentanze saprà trovare lo spazio per comunicare i propri punti di vista ed anche come Enti della L. 285 abbiamo saputo indirizzare, almeno per ora, la lettura della realtà del mondo minorile e genitoriale.

Non solo devianza ma opportunità e risorsa.

Nell’immediato futuro non siamo nell’umore giusto per proseguire questo lavoro e ci dispiace che a prenderlo in mano saranno anche quegli Enti che puntano al “massacro concorrenziale”. Potremmo definirli “utili scemi” . Secondo noi, per il prossimo futuro, c’è il rischio di sostituire la collaborazione tra Enti con la concorrenza e
ciò può portare all’inserimento di mafie vere ed allora i giochi finiranno non solo per il Terzo Settore ma soprattutto per quelle realtà che fanno dell’obiettivo educativo il proprio stile di lavoro.

Per quanto ci riguarda ci chiudiamo nella nostra tristezza e consapevolezza che non sarà tanto facile andare avanti, poiché abbiamo intenzione di resistere alla chiusura di LUDOMAGICABU’ e dare continuità al progetto, inizialmente in forma solidale e successivamente auspicando un finanziamento pubblico.

Al Municipio XI e all’Ente del Terzo Settore che ha vinto la gara d’appalto chiediamo l’apertura di un Tavolo di confronto per trovare una soluzione che non penalizzi l’esperienza di quanto realizzato.

A.R.S.E. PROGETTO LABORATORIO ONLUS

 

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Lettera aperta ai bambini e alle bambine, alle loro famiglie e ai loro insegnanti che dal 2003 hanno conosciuto e vissuto insieme a noi la ludoteca Ludomagicabù.

Ciao,

siamo l’ Associazione Progetto Laboratorio,

un’organizzazione senza scopo di lucro che opera nei servizi rivolti all’infanzia e all’adolescenza.

Scriviamo questa lettera per condividere con la cittadinanza il nostro dispiacere e disappunto in seguito ai risultati del bando di gara per la gestione della Ludoteca in via dei Lincei.

CI HANNO TOLTO LA LUDOTECA!

La ludoteca “Ludomagicabù” è un servizio pubblico e gratuito rivolto alle famiglie, che sin dalla sua nascita, nel 2003, è stato gestito dalla nostra associazione. Prima dell’estate è andata a bando e questo non era mai successo, poiché l’Amministrazione municipale aveva voluto dare continuità ad un progetto che, verificato, dava riscontri importanti e portava risultati positivi in termini di partecipazione dell’utenza e qualità del servizio.

Nel mese di giugno 2009 abbiamo persino ricevuto un riconoscimento dall’Istituto Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza per la buona prassi gestionale del Progetto, unico riconoscimento dato ad un progetto del Comune di Roma dal 1999, da quando esistono i Progetti della Legge 285/97 (la legge che stanzia i fondi per progetti rivolti all’infanzia e l’adolescenza).

Qualche mese dopo, con stupore, abbiamo appreso che avremmo dovuto rimettere in discussione tutta la nostra esperienza  e partecipare a una nuova gara di appalto.

Senza perderci d’animo, ci siamo messi a lavorare per scrivere un progetto ancora migliore di quello che avevamo scritto nel 2003.

L’abbiamo fatto, forti dell’esperienza di sei anni di lavoro educativo svolto con attenzione e professionalità. Abbiamo riscritto il progetto Ludomagicabù mantenendo tutto quello che aveva funzionato bene, quello che dal riscontro dell’utenza appariva come indispensabile: l’officina del falegname, le ludobiciclette, i gruppi di ascolto psicologico e formazione educativa per i genitori, la collaborazione con le scuole nel carnevale di tormarancia sono solo alcuni esempi.

Grazie all’esperienza abbiamo anche individuato alcune carenze e introdotto per questo alcune novità, ad esempio abbiamo inserito dei laboratori specifici per la fascia dei più grandi, che dalla nostra esperienza utilizzavano meno la stanza del gioco libero; ugualmente abbiamo pensato delle attività mirate per i piccolissimi che nel progetto iniziale erano compresi nella fascia (molto ampia e diversa per fasi evolutive) 18 mesi – 5 anni.

La nostra Associazione è composta tutta da figure professionali qualificate; siamo Psicologhe, Educatrici, e Assistenti sociali, ma per rendere ancora migliore e più bella la nostra ludoteca abbiamo scelto di aprirci al territorio contattando centri anziani, scuole, associazioni naturalistiche ed ecologiche, clown e giocolieri, biblioteche e molte altre realtà.

Nel progetto presentato abbiamo infatti raccolto 22 lettere di collaborazione, che sono impegno concreto e desiderio di lavoro in comune.

Tutto questo però non è bastato.

Un’associazione molto più grande di noi, estranea al Municipio XI, ha vinto la gara d’appalto.

L’equipe di Progetto Laboratorio non gestisce più la Ludomagicabù.

Non sappiamo cosa prevede il progetto che ha vinto, ma sappiamo benissimo quello che non ci sarà: nessun ciclofante, nessuna officina, niente mongolfiere di cartavelina, o sbandieratori per Tormarancia, e tanto altro ancora non ci sarà.

 

-       Ci domandiamo: come faremo a condividere spazi e materiali con un’altra associazione negli stessi locali in cui la mattina la nostra associazione già da 3 anni gestisce un altro servizio, lo spazio Be.Bi, per convenzione diretta con l’ XI Dipartimento del Comune di Roma?

-      Ma soprattutto, se un servizio funziona in maniera adeguata, perché farlo andare a bando?

-      Perché cambiare equipe educativa, metodologia, relazioni territoriali, se quelli proposti fino ad ora hanno riscontri positivi su tutti i campi?

-       Quale garanzia per chi lavora in questi progetti, se la qualità e la professionalità non bastano a dare continuità al lavoro?

Al momento della chiusura della Ludoteca il numero dei bambini e delle bambine iscritti alla Ludomagicabù è di 1300: è chiaro che una ludoteca  che ne può ospitare massimo 20 al giorno tra grandi e piccoli, non riesce a risponde ai bisogni e ai desideri del territorio.

Crediamo che l’unica soluzione possibile stia nel trovare una sede alternativa per la nuova ludoteca e lasciare la ludoteca Ludomagicabù dove sta ora con le Educatrici e la Psicologa  che ci lavorano e che  negli anni l’utenza ha conosciuto e apprezzato.

Questo vorrà dire ovviamente trovare altri fondi da investire in questo progetto e su questo terreno vogliamo dare il nostro contributo per cercare risorse economiche aggiuntive a livello extra Municipale.

Vi invitiamo tutti e tutte a passare in ludoteca Ludomagicabù, via dei Lincei 93, ENTRO IL 14 NOVEMBRE la mattina dalle 8,30 alle 12,30, oppure il pomeriggio dalle 16,00 alle 19,00, per  visionare voi stessi il progetto che avevamo presentato e per firmare, se siete d’accordo, la lettera “siamotuttiludomagici”  che consegneremo al Municipio per chiedere l’assegnazione del locale della LUDOMAGICABU’.

Se impossibilitati a  passare potete contattarci a questo indirizzo mail o al numero 0651605173.

Vi ringraziamo per l’attenzione e speriamo di incontrarci presto.

La ludo magica equipe di Progetto Laboratorio,Associazione per la Ricerca e la Sperimentazione Educativa

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Linfe è un giornale/rivista ad uscita aperiodica che Progetto Laboratorio diffonde per invitare a riflettere sulle tematiche del lavoro sociale, dell’educazione e su tutto ciò che vi ruota intorno.

Di sotto i primi tre numeri che sono stati prodotti, cliccandovi sopra potete scaricarli.

 

 

 

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